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Il progetto si è sviluppato attraverso una serie di formati sperimentali che indagano la relazione tra contesti diversi — fisici e digitali — e il modo in cui possono dialogare tra loro.



Una parte significativa di questo percorso ha riguardato il lavoro in ambienti virtuali, utilizzando il metaverso come spazio per estendere il progetto oltre i limiti geografici e mettere in relazione punti di vista provenienti da contesti differenti.



La dimensione digitale non è stata trattata come un semplice strumento, ma come parte del processo curatoriale, contribuendo a definire nuove modalità di fruizione, connessione e restituzione delle pratiche artistiche.



Questa sperimentazione ha permesso di ampliare la struttura del progetto, aprendolo a formati ibridi e rafforzandone la capacità di muoversi tra contesti diversi.

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